Villa Crespi
Il ristorante di punta di Antonino Cannavacciuolo, tre stelle MICHELIN, nella villa moresca all'ingresso di Orta: due menu degustazione e la carta.
Ristoranti in riva al lago e nei borghi, trattorie in collina e indirizzi per un aperitivo davanti all'isola.
Il ristorante di punta di Antonino Cannavacciuolo, tre stelle MICHELIN, nella villa moresca all'ingresso di Orta: due menu degustazione e la carta.
Una stella MICHELIN nel centro storico: la cucina creativa di Andrea Monesi, tra pesce e carni piemontesi, in un locale piccolo con tre terrazzine. Conviene prenotare con largo anticipo.
Il ristorante del resort Laqua by the Lake, una stella MICHELIN, con la terrazza sull'acqua: menu degustazione e carta, con l'head chef Gianni Bertone in cucina.
Una stella MICHELIN in un borgo sulle colline a sud del lago: la cucina piemontese della chef autodidatta Luisa Marelli Valazza, con il marito Angelo in sala. Ha anche alcune camere.
Il ristorante del boutique hotel sulla riva di Pella, segnalato dalla Guida MICHELIN: prodotti di terra, di lago e di mare, con un menu più leggero a pranzo.
In riva al lago, nell'hotel di famiglia quasi centenario, con vista fino all'isola. D'estate si mangia nel gazebo; l'aperitivo è sul roof top.
Sull'isola di San Giulio: piatti piemontesi e di lago, con menu turistici a prezzo fisso. Nella stagione 2026 è aperto a pranzo tutti i giorni tranne il mercoledì.
Al primo piano della vecchia sede della Canottieri, sul lungolago di Omegna, con vista sull'acqua. Il nome ricorda la caffettiera 9090 di Alessi; al piano terra c'è un bistrot.
Tavoli di granito sotto il pergolato, a pochi metri dall'acqua: pesce di lago come il persico e il carpione, piatti di terra e, la sera, pizza dal forno a legna.
Nella vecchia cartiera di Pella, la chef Sabina Magistro propone un menu degustazione a sorpresa con ingredienti di stagione e pane a lievito madre. Aperto a cena da giovedì a domenica, a pranzo nel fine settimana.
Sulle colline di Ameno, a una decina di minuti da Orta: cucina piemontese con prodotti del territorio, pane fatto in casa e un grande giardino per mangiare all'aperto.
Nel bosco a circa 3 km dal lungolago di Omegna, con i prodotti delle aziende agricole della zona, piatti vegani e un menu in inglese. Chiuso in inverno, da novembre a marzo.
In cima al Mottarone: cucina di montagna piemontese e ossolana, con la polenta di mais di Beura macinato a pietra come specialità.
Una spiaggia attrezzata all'ombra dei platani, con vista sull'isola: ristorante, pizze e, la sera, aperitivi e cocktail. Chiuso il martedì.
Sotto un porticato di piazza Motta, di fronte al Palazzotto: taglieri di salumi e formaggi piemontesi con vini al calice, e prodotti da portare a casa. Chiuso il mercoledì e in gennaio e febbraio.
Dal 1998 sul lungolago di Pella, davanti all'isola: gusti ispirati ai dolci piemontesi e il gusto «San Giulio» all'amaretto. Chiude in inverno e riapre a febbraio.
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Il risotto del Novarese con fagioli borlotti, verza, lardo e salam d'la duja, sfumato con il vino rosso.
Salume di maiale con fegato, spezie e vino rosso, legato a ferro di cavallo; esiste cotto e crudo (il fidighin).
Pesce d'acqua dolce fritto e poi marinato in aceto, cipolla e aromi; si mangia freddo, come antipasto.
Formaggio dei pascoli del Mottarone, giallo paglierino, proposto a diverse stagionature.
Il Novarese è nella zona di produzione del gorgonzola e ne produce gran parte; il consorzio di tutela ha sede a Novara.
Piatto di Borgomanero, a sud del lago: carne tritata finissima cotta a lungo nel vino rosso, servita con la polenta.