Da Omegna al Mottarone
E3 h 50D+ 1196 m6,8 km
Foto: qwesy qwesy · CC BY 3.0 · da Wikimedia CommonsUna salita lunga e ripida dal lago alla vetta, quasi 1.200 metri di dislivello, per il sentiero dell'Alpe Bertogna.
È il modo più diretto per salire a piedi dal lago d'Orta alla cima del Mottarone. Il sentiero CAI VP1 parte da Omegna, a poco meno di 300 metri, e arriva in vetta a 1.491 metri in 6,8 km: circa quattro ore di salita e due ore e venti di discesa per la stessa via.
Dalla periferia di Omegna si attraversa il rio Bertogna a Ronco e si sale tra i boschi all'Alpe Selva e all'Alpe Bertogna. Poi comincia il tratto più faticoso, con una pendenza media intorno al 30%, fino a oltre 1.000 metri; più in alto il sentiero incrocia il VP2 e si innesta sulla strada per gli ultimi metri fino alla cima.
In vetta il panorama arriva al Monte Rosa e a diversi laghi. Fate attenzione: in cima si arriva anche in auto, quindi nell'ultimo tratto si può incontrare traffico.
Passo dopo passo
- Omegna → ponte sul rio Bertogna a Ronco
- Alpe Selva (495 m) e Alpe Bertogna (584 m)
- Tratto ripido fino a oltre 1.000 m
- Bivio con il sentiero VP2 e innesto sulla strada
- Vetta del Mottarone (1.491 m)
Buono a sapersi
Servono allenamento e scarpe da escursionismo. Non confondete il VP1 con il VP2 per l'Alpe Mastrolino, più difficile e con un tratto attrezzato. La funivia per Stresa non è in servizio, quindi si scende a piedi. La Gran Baita del CAI di Omegna è a 5 minuti dalla cima: telefonate prima per sapere se è aperta.
Partenza: Omegna, raggiungibile in treno sulla linea Novara–Domodossola.


Quanto si impiega da Omegna alla vetta del Mottarone sul sentiero VP1?
La scheda del CAI aggiornata al 25 febbraio 2023 misura il VP1 in 6.845 metri, con 1.196 metri di salita e nessuna discesa: 3 ore e 50 minuti all'andata e 2 ore e 20 al ritorno per la stessa via, soste escluse. Il catalogo dei sentieri del settore Vergante arrotonda la salita a 3 ore e 45. Il punto di partenza è a Omegna, all'incrocio con il sentiero T05, a 295 metri.
I tempi progressivi aiutano a capire dove si è: il ponte sul rio Bertogna a Ronco (335 m) dopo 20 minuti, l'inizio del sentiero vero e proprio dopo 25, l'Alpe Selva (495 m) dopo 50, l'Alpe Bertogna (584 m) dopo un'ora e 5 minuti. Poi il dosso quotato a 1.074 metri dopo 2 ore e 35, il bivio con i cartelli del VP2 (1.400 m) dopo 3 ore e mezza, la strada del Mottarone (1.435 m) dopo 3 ore e 40 e la vetta dopo 3 ore e 50.
In autunno le giornate sono corte: partite presto, così da avere luce sufficiente anche per la discesa.
Il tratto più ripido: dall'Alpe Bertogna al dosso di quota 1.074
Il cuore della salita è il tratto dopo l'Alpe Bertogna: 1,6 km con una pendenza media del 30%, in cui si guadagnano quasi 500 metri di quota; il CAI calcola un'ora e mezza di cammino. Segue un altro tratto di 1,6 km, ancora con il 20% di pendenza media, fino al bivio con il VP2 a 1.400 metri.
Sopra il bivio il sentiero diventa più dolce per poco meno di mezzo chilometro, poi si innesta sulla via Mottarone, e gli ultimi 300 metri fino alla cima risalgono con una pendenza media del 18%. In discesa i tratti ripidi pesano sulle ginocchia: calcolate le energie e portate acqua a sufficienza.
A cinque minuti a piedi dalla vetta c'è la Gran Baita del CAI di Omegna, raggiungibile ai numeri 0323 924240 e 339 5454905: il sito della sezione non indica i periodi di apertura, quindi telefonate prima.
Storia del Mottarone: dal «Monte Rotondo» al Grand Hotel
Fino agli anni Ottanta dell'Ottocento la cima compariva su guide e carte come Monterone, Motterone o Mutterone. Nel 1884 l'avvocato Orazio Spanna fissò il nome Mottarone, spiegandolo come contrazione di «Monte Rotondo»: nei paesi del versante occidentale la vetta erbosa e tondeggiante era chiamata «Meut rond» o «Mota rond».
Tutto il versante orientale divenne proprietà dei Borromeo, che nel 1680 fecero costruire un oratorio per i pastori a circa 1.090 metri, con affreschi di Giovanni Bernardo Zucchinetti. Era una montagna di alpeggi: nel 1881 se ne contavano 77, con circa 2.000 mucche.
Spanna promosse anche il Grand Hotel Mottarone, costruito tra il giugno 1883 e il giugno 1884 con una sottoscrizione del CAI di 1.208 lire. Da qui passarono membri di casa Savoia, pittori come Filippo Carcano e Mosè Bianchi, musicisti come Arturo Toscanini; dal 1908 l'albergo aprì anche d'inverno e lo sci cominciò a diffondersi.
Cosa si vede dalla vetta del Mottarone
Nelle giornate limpide lo sguardo gira a 360 gradi dalle Alpi Marittime al Monte Rosa, sopra la pianura padana, e abbraccia sette laghi: Orta, Maggiore, Mergozzo, Varese, Monate, Comabbio e Biandronno. Con il cielo terso si riconosce anche la punta triangolare del Monviso. La cima, tonda ed erbosa, si individua da lontano per le antenne dei ripetitori.
La montagna ha una prominenza di 1.130 metri e dalle sue pendici nascono i torrenti Agogna, Pescone, Selvaspessa ed Erno. Tra le frasi raccolte sul panorama, una di Federico Balli lo confronta con quello del Righi, in Svizzera: quello «è severo», questo «è pieno di sorrisi».
La funivia da Stresa non è più in servizio dopo l'incidente del 23 maggio 2021, in cui morirono 14 persone. In vetta arrivano invece due strade, la provinciale da Armeno e la Borromea a pedaggio da Alpino: nei giorni di bel tempo aspettatevi auto e moto.

Natura e sapori del Mottarone: boschi, granito e toma
I pascoli di tipo alpino che coprivano la montagna si stanno riducendo per l'avanzata dei boschi di faggio, betulla e sorbo; tra le conifere c'è soprattutto il larice, mentre gli abeti rossi furono piantati all'inizio del Novecento. Alcune aree sono state riconosciute sito di interesse regionale e area importante per le piante; tra le specie rare ci sono la drosera e l'osmunda regale.
Tra gli animali ci sono volpi, scoiattoli, lepri, cervi, caprioli, cinghiali e mufloni, la vipera comune e, tra gli uccelli, il biancone, il codirossone, il prispolone e il falco pecchiaiolo. Nei torrenti vivono trote e gamberi di fiume.
Sul massiccio si aprono cave di granito bianco e rosa e vecchie miniere abbandonate di piombo, argento e nichel. Il prodotto più noto è la Toma del Mottarone, stagionata in alcuni alpeggi sotto la vetta; c'è anche un amaro, inventato nel 1948 da Fermo Morniroli con una trentina di erbe, radici, fiori e spezie.
Varianti da Omegna: il VP2 dell'Alpe Mastrolino e la lunga discesa per Agrano
Il sentiero VP2 parte anch'esso da Omegna e raggiunge il VP1 al bivio di quota 1.400: 4,7 km con 1.105 metri di salita, passando per l'Alpe Mastrolino (548 m), la località l'Omo (1.243 m) e lo Skylift (1.272 m). Tra 800 e 1.050 metri ha un tratto attrezzato, da affrontare solo con esperienza.
Il VP3, più breve, sale da Omegna ai Tre Alberi, a 876 metri: 2 km e 491 metri di dislivello, circa un'ora e tre quarti secondo il catalogo CAI.
Chi vuole scendere su un versante diverso può usare il VP4, che collega la località l'Omo, a 1.220 metri, con Borca di Omegna passando per Tre Alberi, Agrano e Crabbia: 11,6 km, quattro ore in salita e circa tre in discesa secondo la scheda del 2016.
I tempi sono indicativi e si riferiscono a un adulto allenato che cammina a passo regolare, senza soste. In montagna le condizioni cambiano rapidamente: controlla le previsioni e chiedi informazioni al rifugio o a una guida locale prima di partire.
Vedi le fonti (6)
Testi originali della redazione di Lake Orta, scritti consultando queste fonti.
- VP1 - Omegna - Alpe Bertogna - Mottarone vetta (Catasto Regionale dei Sentieri, calcolo dei tempi di marcia) · CAI Sezioni Est Monte Rosa
- VP2 - Omegna - Alpe Mastrolino - Mottarone (Catasto Regionale dei Sentieri, calcolo dei tempi di marcia) · CAI Sezioni Est Monte Rosa
- VP4 - Omegna (Loc. Borca), Loc. l'Omo (Catasto Regionale dei Sentieri, calcolo dei tempi di marcia) · CAI Sezioni Est Monte Rosa
- Catasto Percorsi VCO - Vergante - Settore V · CAI Sezioni Est Monte Rosa
- Mottarone · Wikipedia (it)
- Rifugi · CAI Sezione di Omegna
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