LAKE ORTALago d’Orta · Piemonte

Madonna del Sasso

Un santuario barocco in cima a una parete di granito, quasi 350 metri sopra il lago: dal piazzale si vede quasi tutto il lago d'Orta.

Il santuario della Madonna del Sasso sulla rupe di granitoFoto: Hagai Agmon-Snir · CC BY-SA 4.0 · da Wikimedia Commons

Il santuario della Madonna del Sasso sorge a 638 metri, su uno sperone di granito bianco che cade a picco sul lago, nella frazione di Boleto. Dal piazzale, chiamato «il balcone del Cusio», lo sguardo abbraccia quasi tutto il lago, il Mottarone, le Alpi e la pianura verso Novara. Dalle rive, il santuario si riconosce da lontano in cima alla roccia chiara.

La chiesa fu voluta nel 1706 da Pietro Paolo Minola, un commerciante di Boleto emigrato a Milano, come voto; costruita con il contributo degli abitanti, fu completata nel 1748 e consacrata nel 1771. È una chiesa tardobarocca a croce greca, decorata dal pittore e architetto valsesiano Lorenzo Peracino; sull'altare si trova una Deposizione di Fermo Stella da Caravaggio del 1541.

Per secoli la roccia sotto il santuario fu cavata dagli scalpellini, i «pica sass», che lavorarono il granito dall'Ottocento fino alla seconda metà del Novecento. A Boleto, il piccolo Museo dello Scalpellino, a ingresso gratuito, racconta il mestiere con attrezzi, documenti e video.

Cosa vedere

  • Il panorama dal piazzale del santuario
  • La Deposizione di Fermo Stella da Caravaggio
  • Il borgo di Boleto
  • Il Museo dello Scalpellino

Buono a sapersi

Da maggio il santuario è aperto tutti i giorni dalle 9 alle 18:30, salvo pioggia forte; in inverno solo il sabato e la domenica. Il parcheggio sul piazzale è gratuito; la strada vicino ad Artò è stretta per i pullman grandi.

Come arrivare

In auto da Orta in circa 30 minuti (circa 19 km), passando per Pella e salendo a Boleto. Non ci sono battelli diretti: il pontile più vicino è quello di Pella.

Storia del santuario della Madonna del Sasso: com'è nato?

Prima della chiesa barocca, su questo sperone ai piedi del monte Avigno c'era soltanto una cappelletta dedicata all'Addolorata. Le grazie attribuite al luogo ne fecero crescere la fama e nel 1590 è già ricordata una vera chiesa, rivolta verso oriente, meta di fedeli che salivano anche dalla Valsesia. Vi si conservavano una statuetta della Madonna del Rosario, ritenuta miracolosa, e la tavola della Deposizione che sta ancora oggi sull'altare.

Il santuario che vedete, girato invece verso occidente, nacque dal voto di Pietro Paolo Minola dopo una grazia ricevuta. Il cantiere partì verso il 1725 con l'aiuto della gente di Boleto: la chiesa fu pronta nel 1748, il campanile e la casa eremitale solo nel 1760.

Per i 250 anni, nel 1998, l'intero complesso è stato restaurato. Nel marzo 2021 si sono poi conclusi i lavori per un nuovo impianto elettrico, di illuminazione, audio e sicurezza, finanziati dalla Fondazione Cavaliere del Lavoro Alberto Giacomini, che permettono di valorizzare le decorazioni anche di sera e d'inverno.

La facciata del santuario della Madonna del Sasso con il campanile, sul prato del piazzale
La facciata del santuario della Madonna del Sasso con il campanile, sul prato del piazzale · BelPatty86 · CC BY-SA 4.0

Cosa vedere dentro il santuario della Madonna del Sasso

L'interno è a croce greca, con due altari laterali, di gusto tardobarocco. Le architetture e gli affreschi sono di Lorenzo Peracino, pittore e architetto valsesiano: alzate lo sguardo verso la cupola e l'abside, interamente dipinte.

Sull'altare maggiore sta l'opera più antica, la tavola della Pietà di Fermo Stella da Caravaggio, pittore del Cinquecento, ereditata dal santuario precedente. Un'altra Deposizione attribuita allo stesso artista si trova a pochi minuti d'auto, nell'oratorio di Santa Maria Maddalena a Centonara.

Al sagrato si arriva con una rampa o con una scalinata, ma in chiesa si entra solo salendo alcuni gradini. D'inverno, oltre alle aperture del sabato e della domenica, i gruppi possono chiedere una visita infrasettimanale prenotandola con il sacerdote referente, don Adriano; la messa domenicale, nel 2026, è stata celebrata alle 9:45 dal 1° luglio al 25 ottobre. Per date e orari verificate sul sito ufficiale.

L'interno del santuario: l'altare maggiore e le prospettive dipinte dell'abside
L'interno del santuario: l'altare maggiore e le prospettive dipinte dell'abside · 66colpi · CC BY-SA 4.0

Le cave di granito di Alzo: chi erano i «pica sass» della Madonna del Sasso?

La rupe bianca su cui poggia il santuario è granito, e per secoli è stata tagliata come pietra da costruzione. Lo sfruttamento industriale cominciò nel 1847, quando Andrea Nobili De Toma fondò una società per estrarre il granito bianco di Alzo. Nel periodo di massima attività questo «migliarolo» era considerato il miglior granito bianco d'Europa e i manufatti partivano verso città di tutto il mondo.

In cava si cominciava da ragazzi e si lavorava «da stella a stella», dall'alba al tramonto, fino alla vigilia di Natale; gennaio e febbraio erano mesi di fermo. I minatori salivano sulla parete, foravano la roccia e dosavano l'esplosivo; i blocchi venivano poi tagliati dai «pica-sas» e modellati dai «picheta». Gli incidenti erano frequenti e la silicosi colpiva gran parte degli operai.

Dal 1886 la ferrovia Gozzano–Alzo trasportava i blocchi e anche gli scalpellini pendolari. Dopo la prima guerra mondiale l'estrazione entrò in crisi e molti operai passarono alle nuove officine di rubinetti della sponda occidentale.

Il santuario in cima alla parete di granito che per secoli fu cavata dagli scalpellini
Il santuario in cima alla parete di granito che per secoli fu cavata dagli scalpellini · 66colpi · CC BY-SA 4.0

Museo dello Scalpellino a Boleto: cosa si vede e quando è aperto

Il museo fa parte del circuito dell'Ecomuseo del Lago d'Orta e Mottarone ed è nato per raccontare un mestiere che ha segnato questa parte del Cusio per circa due secoli. Oltre ad attrezzi, manufatti e documenti, usa video e ricerche storiche e iconografiche per raccontare le vicende delle famiglie legate alle cave, e vuole rispondere alla curiosità di chi, guardando dal lago la grande rupe chiara, si chiede che cosa sia.

Si trova a Boleto, in via Dottor Giulio Vallenzasca 2; si parcheggia nella vicina piazza Europa e si entra con una rampa comoda anche per le carrozzine. L'ingresso è gratuito. Nell'estate 2026, dal 30 maggio all'11 ottobre, apriva la domenica dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 18, mentre i gruppi possono concordare una visita con gli uffici comunali. Per la stagione 2027 verificate sul sito del Comune.

Il Sentiero degli Scalpellini: si può salire a piedi alla Madonna del Sasso?

Il Sentiero degli Scalpellini parte da Briallo, frazione di San Maurizio d'Opaglio, e sale dalle rive del lago fino alle alture di Madonna del Sasso passando proprio tra le antiche cave ai piedi del santuario. Lungo il cammino restano i segni della lavorazione e molti frammenti di roccia, alcuni enormi; a metà strada una fontanella affianca una piccola grotta che pellegrini ed escursionisti usano come una sorta di altare.

Il percorso è tra i punti d'interesse del Grand Tour del Lago d'Orta, il cammino di circa 115 km che tocca i paesi intorno al lago. Attenzione però: a ottobre 2026 il sito del Grand Tour avvisa che il sentiero è chiuso oltre il santuario a causa di una frana. Prima di partire chiedete informazioni aggiornate al Comune o all'ufficio turistico; al santuario si arriva comunque in auto, con parcheggio sul piazzale.

Artò e Centonara: cosa vedere nei borghi di Madonna del Sasso

Artò, a 634 metri, fu comune autonomo fino al 1928. La parrocchiale di San Bernardino da Siena, iniziata alla fine del Quattrocento, ha davanti un piccolo piazzale panoramico; nella piazzetta del paese un grande affresco del Cinquecento, attribuito al Bailetti, allievo di Gaudenzio Ferrari, mostra la Madonna col Bambino tra i santi Giulio, Rocco, Sebastiano e Stefano. Al lavatoio pubblico una targa riporta un passo del romanzo «Alpinisti ciabattoni» di Achille Giovanni Cagna, del 1888.

A Centonara l'oratorio di Santa Maria Maddalena, sorto intorno al Trecento e diventato parrocchia nel 1525, è tra i più antichi della zona: in facciata tre affreschi raffigurano san Giulio che naviga verso l'isola, la Maddalena e san Remigio. Dietro l'altare maggiore, la Deposizione attribuita a Fermo Stella, del 1545 circa, include una figura in cui si riconosce san Carlo Borromeo.

Poco distante, l'antica macina del 1870, in funzione fino agli anni Trenta, pestava canapa, noci e mele, gratis per i residenti. L'ingresso è gratuito e si raggiunge a piedi, con una breve scalinata, dal parcheggio di via Salvetti; per l'apertura informatevi in Comune.

Vedi le fonti (8)

Testi originali della redazione di Lake Orta, scritti consultando queste fonti.

  1. Santuario Madonna del Sasso · Santuario della Madonna del Sasso (sito ufficiale)
  2. Museo dello Scalpellino · Comune di Madonna del Sasso
  3. Chiesa di Santa Maria Maddalena (Sec. XIII) · Comune di Madonna del Sasso
  4. Centonara · Comune di Madonna del Sasso
  5. Artò · Comune di Madonna del Sasso
  6. Le cave / Alzo di Pella · Grand Tour del Lago d'Orta
  7. Sentiero degli Scalpellini / San Maurizio d'Opaglio · Grand Tour del Lago d'Orta
  8. Grand Tour del Lago d'Orta (home, avvisi sui sentieri) · Grand Tour del Lago d'Orta

Dove dormire nei dintorni

Hotel Panoramico

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