Lido di Gozzano
€€€€Una spiaggia attrezzata all'ombra dei platani, con vista sull'isola: ristorante, pizze e, la sera, aperitivi e cocktail. Chiuso il martedì.
A sud del lago, la basilica di San Giuliano sul colle, la torre medievale di Buccione e il lido di Gozzano.
Foto: Eurekapitagorico · CC BY-SA 4.0 · da Wikimedia CommonsGozzano sorge poco a sud della punta meridionale del lago, in una conca tra colline moreniche. Secondo la tradizione qui Giuliano, fratello di Giulio, costruì la sua novantanovesima chiesa e fu sepolto. La basilica di San Giuliano, sul colle a est dell'abitato, nacque alla fine del IX secolo per accoglierne il corpo; dell'XI secolo è il possente campanile, mentre l'edificio attuale è del primo Settecento, con le storie del santo dipinte da Giovan Battista Ronchelli.
Il colle della basilica era fortificato e ospitava il palazzo dei vescovi di Novara; in piazza San Giuliano si trova il palazzo cinquecentesco della comunità, detto «Ticial». Già nel 919 il re Berengario I concesse a Gozzano un mercato settimanale e una fiera annuale.
Sul colle tra Gozzano e Orta si alza la Torre di Buccione, alta circa 23 metri: è l'ultimo resto di un castello citato dal 1200, la cui campana chiamava a raccolta gli abitanti della Riviera in caso di pericolo. Dopo i restauri l'esterno è sempre accessibile e d'estate si visita anche l'interno, su prenotazione. Ai piedi del colle, il Lido di Gozzano ha una spiaggia con bar e ristoranti.


Alla Torre di Buccione si sale in circa 10 minuti a piedi dal parcheggio sul lato di Gozzano. Per le visite all'interno, d'estate, informatevi all'ufficio turistico di Orta.
In treno alla stazione di Gozzano (linea Novara–Domodossola), a circa 3 km dal lago; in auto dalla A26, uscita Borgomanero.
Della prima chiesa costruita per il corpo di san Giuliano non resta quasi nulla: solo due capitelli, murati nella costruzione attuale. Nel XII secolo l'edificio fu rifatto da capo, con forme molto vicine a quelle della basilica di San Giulio sull'isola e ispirate al vecchio Duomo di Novara. Di quella chiesa romanica si riconoscono ancora, in parte, le due torri con le scale ai lati della facciata e i pilastrini a base ottagonale che reggevano il cosiddetto portico dei canonici, lungo il fianco orientale.
All'interno, rifatto nei primi decenni del Settecento, spiccano i due grandi teleri di Giovan Battista Ronchelli con le storie del santo e la cappella della Madonna del Rosario, affrescata da Lorenzo Peracino, lo stesso artista del santuario della Madonna del Sasso. Il corpo del patrono è custodito nella cripta.
Nel Medioevo San Giuliano era la chiesa madre della pieve di Gozzano e ospitava un collegio di canonici. Prima della visita verificate gli orari di apertura con la parrocchia.

Il nome viene dal latino Gaudianum, «luogo di godimento», e in età tardoromana qui esisteva una grande tenuta agricola, di cui però non sono mai state trovate tracce. Nel Medioevo il paese era diviso in due nuclei, la villa a nord-ovest e il vicus a sud-est, separati dalla piazza del mercato, l'attuale piazza San Giuliano.
Tra X e XI secolo il colle della basilica divenne un castello, citato per la prima volta nel 1015, dove la gente si rifugiava in caso di pericolo e metteva al sicuro i raccolti. Dentro le sue mura i vescovi di Novara costruirono il loro palazzo, una sorta di castello nel castello, sede del castellano che amministrava la comunità e la giustizia. Nel Duecento il borgo crebbe verso ovest e fu protetto da un fossato con terrapieno, lungo l'attuale via Gentile.
Sulla piazza il Ticial ospitava le riunioni del Consiglio della Riviera Inferiore; accanto sorgeva il palazzo delle prigioni, demolito negli anni Cinquanta del Novecento. Dal castello medievale resta anche un'antica porta.
Quella che tutti chiamano torre era un vero castello: un mastio quadrato alto 23,20 metri, costruito con conci squadrati e diviso all'interno in cinque piani con solai di legno, chiuso da una cinta di mura quadrata e affiancato da un edificio di servizio. Davanti si apre una spianata che lo storico Cotta descriveva come una «piazza muragliata» capace di cinquecento uomini.
Le origini romane, ipotizzate all'inizio del Novecento, sono state smentite dagli scavi del 2005: le fondazioni poggiano direttamente sulla roccia, tagliata per accogliere conci uguali al resto dell'edificio. Oggi si pensa che il castello sia stato costruito dai conti da Castello nel terzo quarto del XII secolo.
Il primo documento, del 1200, è un accordo firmato nel prato sotto il castello tra i signori da Castello di Crusinallo e il Comune di Novara, alla presenza del vescovo. Nel 1205 il castello è citato come residenza vescovile; il 25 ottobre 1219 un arbitrato riconobbe la signoria del vescovo sulla Riviera di San Giulio e nel 1235 il castello risulta di sua proprietà. Ancora oggi la torre è considerata il simbolo dell'indipendenza della Riviera.

L'esterno della torre è sempre accessibile; l'interno si visita solo in estate e su prenotazione. Nel 2026 le visite, organizzate dall'amministrazione comunale di Orta San Giulio, si sono tenute nei fine settimana dal 24 maggio al 27 settembre, in turni pomeridiani di circa un'ora per un massimo di 20 persone. Il biglietto costava 5 € dai 13 anni in su e 2 € dai 6 ai 12 anni; per sicurezza i bambini sotto i 6 anni non sono ammessi. Per il 2027 verificate date e prenotazioni sul sito ufficiale del Comune.
Il colle è una riserva naturale coperta di boschi. Oltre che dal parcheggio sul lato di Gozzano, si sale con i sentieri da Orta San Giulio e da Bolzano Novarese: chi segue il trekking da Pella a Orta trova, poco prima del ponte sulla ferrovia, una deviazione di 1,2 km con 75 metri di dislivello che porta fino alla torre, a circa 410 metri di quota. Dall'alto lo sguardo spazia sul lago e sulla pianura novarese.
Il lido, chiamato anche Lido di Buccione, si trova sulla riva sud del lago, ai piedi del colle della torre. Oltre alla spiaggia ci sono fontane, bar e ristoranti, la chiesetta dei Santi Angeli Custodi, del 1611, e il seicentesco Palazzo del Vescovo, con stemmi affrescati sulla facciata.
Il lido è anche un luogo di sport: ospita un centro di canottaggio e un trampolino regolamentare per i tuffi, costruito nel 1954 direttamente nelle acque del lago. In passato, invece, a Buccione si lasciava macerare la canapa da cui si ricavava la fibra tessile.
Poco prima del lido si stacca la Via Francisca, un tracciato in parte erboso e in parte selciato che porta verso il centro di Gozzano. In direzione opposta, un percorso pianeggiante tra canneti e boschi collega il lido a San Maurizio d'Opaglio e a Lagna.

Secondo la tradizione, la chiesa di San Lorenzo è la più antica del paese: sarebbe stata fondata da Giuliano alla fine del IV secolo ed è stata ricostruita nel XII. Fuori dall'abitato, sulla strada per San Maurizio d'Opaglio, l'oratorio di Santa Maria di Luzzara conserva un ciclo di affreschi del Quattro e Cinquecento, tra cui una Crocifissione attribuita a Francesco Cagnola; dal trekking Pella–Orta si raggiunge con una deviazione di 1,2 km. Santa Maria del Boggio, sede di una comunità religiosa femminile nel Duecento, custodisce un altare ligneo del Seicento opera di un maestro fiammingo.
Per gran parte del Novecento l'economia del paese ruotò intorno allo stabilimento Bemberg di Monterosso, che produceva rayon al cuproammonio e chiuse nel 2009. Ne restano edifici in stile déco come la Villa degli Ospiti in via Roma, costruita negli anni Venti per gli amministratori della casa madre tedesca e oggi privata. Il settore che prevale oggi è quello di rubinetti e valvole, nato dal lavoro di famiglie che riciclavano scarti di metallo.
Testi originali della redazione di Lake Orta, scritti consultando queste fonti.
Una spiaggia attrezzata all'ombra dei platani, con vista sull'isola: ristorante, pizze e, la sera, aperitivi e cocktail. Chiuso il martedì.

Il borgo più noto del lago: una piazza porticata sull'acqua, vicoli di ciottoli e l'isola di San Giulio a pochi minuti di barca.
Scopri di più →
Una piccola isola davanti a Orta, con la basilica romanica di San Giulio, un monastero benedettino e una sola strada che invita al silenzio.
Scopri di più →
Venti cappelle nel bosco sopra Orta raccontano la vita di San Francesco d'Assisi, con una vista dall'alto sull'isola.
Scopri di più →