Villa Crespi
€€€€Il ristorante di punta di Antonino Cannavacciuolo, tre stelle MICHELIN, nella villa moresca all'ingresso di Orta: due menu degustazione e la carta.
Il borgo più noto del lago: una piazza porticata sull'acqua, vicoli di ciottoli e l'isola di San Giulio a pochi minuti di barca.
Foto: Helmlechner · CC0 · da Wikimedia CommonsOrta San Giulio occupa una piccola penisola a metà della sponda orientale, proprio di fronte all'isola. Per oltre cinque secoli fu il capoluogo della Riviera di San Giulio, un piccolo feudo governato dai vescovi di Novara e autonomo dal 1219 al 1767, quando passò ai Savoia. Il comune attuale nasce nel 1928 dall'unione di Orta Novarese e Isola San Giulio. Il borgo ha la Bandiera Arancione del Touring Club ed è tra i Borghi più belli d'Italia.
Il cuore del paese è piazza Motta, aperta sul lago e circondata da portici, da cui partono le barche per l'isola. Sulla piazza si affaccia il Palazzotto del 1582, l'antica sede della Comunità della Riviera: un portico al piano terra, un tempo usato per il mercato, la sala del consiglio al piano superiore, raggiunta da una scala esterna, e la facciata affrescata. Alle spalle comincia via Olina, la strada da cui partire per esplorare vicoli e giardini.
Dalla piazza sale la Motta, una via in ciottolato con palazzi signorili come Palazzo Gemelli, dalla facciata dipinta con scene mitologiche, e la Casa dei Nani, che deve il nome alle finestrelle allineate sotto una lunga trave di legno. In cima si trova la parrocchiale di Santa Maria Assunta. Verso il lago, Villa Bossi ospita il municipio e un giardino aperto a tutti, con la vista su Pella e sulla sponda opposta.
All'ingresso del borgo spicca Villa Crespi, una dimora in stile moresco con una torre simile a un minareto, costruita dal 1879 per l'industriale cotoniero Cristoforo Benigno Crespi; oggi è un albergo con il ristorante di Antonino Cannavacciuolo. Sopra il paese, Legro è il «paese dipinto»: dal 1998 le facciate delle case si sono riempite di murales ispirati ai film girati sul lago.


Il centro è pedonale: lasciate l'auto nei parcheggi lungo via Panoramica e scendete a piedi. Il mercato settimanale è il mercoledì.
In treno fino alla stazione Orta-Miasino (linea Novara–Domodossola), a circa 2 km dal centro; in auto con la A26, uscite Arona o Borgomanero. Da marzo a ottobre i battelli collegano Orta con l'isola, Pella, Pettenasco e Omegna.
Orta è stata a lungo la capitale di un piccolo Stato: la Comunità della Riviera di San Giulio, un consorzio di paesi che si amministrava da sé sotto la signoria dei vescovi di Novara, i quali portavano il titolo di principi di San Giulio e d'Orta. Il centro religioso era l'isola, ma i commerci si spostarono sulla riva, tanto che nel Seicento fu il borgo a dare il nome al lago, nel Medioevo chiamato Lago di San Giulio.
Le fortificazioni del paese furono demolite nel 1311 e mai ricostruite: la posizione appartata sulla penisola era già una protezione sufficiente, e le cronache ricordano un solo saccheggio, quello delle truppe sforzesche nel 1524. Tra Cinquecento e Settecento Orta visse un periodo di benessere: ne restano i palazzi barocchi e il lavoro dei fabbri, con balconi e cancellate in ferro battuto da cercare in ogni vicolo.
Il Novecento ha lasciato anche una ferita: il 15 settembre 1943 due persone furono arrestate e uccise a Orta dai soldati tedeschi, durante i rastrellamenti di ebrei collegati all'eccidio del Lago Maggiore.
Sul Palazzotto di piazza Motta conviene alzare lo sguardo: la facciata porta gli stemmi di alcuni vescovi di Novara, tre meridiane e il motto «Hortus conclusus». Il Consiglio generale della Riviera si riuniva qui il mercoledì, chiamato da una campana ancora funzionante. Nella sala superiore resta un affresco barocco attribuito a Giacomo Filippo Monti, ma l'interno non è normalmente visitabile.
Sulla salita della Motta, la Casa dei Nani, detta anche Casa Marangoni o Capuani, è considerata la casa più antica del borgo. Il portico ha colonnine di granito che reggono un architrave di legno, e in facciata si riconoscono tre affreschi: l'Annunciazione, l'Ascensione e la Madonna col Bambino. È un'abitazione privata, da ammirare dalla strada.
Di fronte a Palazzo Gemelli sorge Palazzo Penotti Ubertini, iniziato nei primi anni del Settecento e completato nel 1747. Lo volle il medico Paolo Gemelli, nato a Orta nel 1670, che aveva servito nell'esercito francese e ricevuto il titolo di conte dall'ultimo duca di Mantova. Oggi ospita eventi e concerti.

La parrocchiale che chiude in alto la salita della Motta ha una storia a strati. Un primo edificio tardoromanico fu costruito nel 1485 e dedicato alla Madonna della Consolazione; nel 1560 era già la parrocchia del borgo e più tardi prese il titolo dell'Assunta. Ampliata nel Cinquecento, la chiesa fu rifatta tra il 1698 e il 1725, mentre la facciata attuale si deve ai lavori del 1940-41 su disegno di Carlo Nigra.
Prima di entrare guardate il portale, scolpito nel serpentino d'Oira, la stessa pietra scura dell'ambone della basilica sull'isola, e protetto da un protiro seicentesco su colonne tuscaniche. In cima alla facciata un gruppo di statue rappresenta l'Assunzione.
L'interno, a tre navate con cappelle laterali, raccoglie opere di epoche diverse: le scene dell'Antico Testamento dipinte da Luca Rossetti tra il 1751 e il 1763, un Battesimo di Cristo affrescato nel 1617 dalla scuola del Morazzone, una pala di Fermo Stella con Cristo flagellato tra i santi Bernardino e Marta, una statua lignea dell'Immacolata intagliata nel 1783 e una tela di Stefano Maria Legnani.

La villa nacque nel 1879 come residenza estiva di Cristoforo Benigno Crespi, esponente di una famiglia di industriali tessili, che la chiamò Villa Pia in onore della moglie Pia Travelli: il nome si legge ancora sul cancello laterale. I lavori furono seguiti dall'architetto Angelo Colla, e lo stile moresco riflette il fascino che i paesi del Medio Oriente esercitavano sul committente.
I tre piani hanno pareti rivestite di stucchi a stampo di gusto arabo e sale attraversate da archi rialzati; al pianterreno ognuna delle cinque sale ha una decorazione diversa. Le colonne sono in marmi di varia provenienza, dal broccatello di Spagna al rosso di Francia, dalla lumachella di Svezia al verde Polcevera e al rosso Levanto, insieme a diaspri di Sicilia. Il giardino, oggi più piccolo e molto cambiato, fu progettato da Enrico Combi.
I Crespi tennero la villa fino al 1929; poi passò ad altre famiglie e fu per un periodo un centro di spiritualità, prima di diventare albergo verso la fine degli anni Ottanta. Dal 1999 albergo e ristorante sono guidati da Antonino Cannavacciuolo.
Legro è la frazione di Orta adagiata a mezza costa sulla collina alle spalle del borgo. Dal 1998, sull'esempio di Arcumeggia, nel Varesotto, artisti arrivati da tutta Italia e da altri paesi europei ne hanno dipinto le facciate: i soggetti richiamano i film ambientati e girati sul lago e le storie di Gianni Rodari, e l'insieme è chiamato «Museo del Cinema all'Aria Aperta».
Il legame tra Orta e il cinema è lungo. Nel 1960 Mario Soldati vi girò il cortometraggio «Orta mia» e nel 1968 tornò per un episodio dello sceneggiato Rai «I racconti del maresciallo». Seguirono «Il piatto piange» di Paolo Nuzzi (1974), lo sceneggiato «Il balordo» con Tino Buazzelli (1978) e l'episodio «La pecorella smarrita» di «Testa o croce» (1982), con Renato Pozzetto viceparroco. Nel 1986 Alberto Lattuada vi girò molte scene di «Una spina nel cuore», e nel 2016 Giuseppe Tornatore molte scene de «La corrispondenza».

Intorno al lago si mangiano la toma del Mottarone, un formaggio giallo paglierino proposto con stagionature diverse, e il pesce d'acqua dolce. Il prodotto più legato al borgo è però il pane di San Giulio, un pane di segale con uvetta e frutta secca che si prepara fresco per la festa del patrono, il 31 gennaio.
Tra fine maggio e giugno il Festival Cusiano di Musica Antica, fondato da Elena Bollatto e organizzato dagli Amici della Musica «Vittorio Cocito» di Novara, porta concerti nella basilica e nella Sala Tallone dell'isola e a Palazzo Penotti Ubertini. L'edizione 2026, la 43ª, si è tenuta dal 31 maggio al 28 giugno, con biglietti a 23 € (ridotto 18 €) e il battello per l'isola escluso: per le date future verificate sul sito degli organizzatori.
In autunno, di solito in ottobre, Orta è una delle tappe principali dell'Ultra Trail del Lago d'Orta (UTLO). Il mercato del mercoledì si svolge ancora, come nei secoli passati, sotto le arcate del Palazzotto.
Testi originali della redazione di Lake Orta, scritti consultando queste fonti.

Il servizio di linea collega Orta, l'isola e i paesi delle due sponde: un modo lento per vedere il lago dall'acqua e scendere dove si vuole.
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Le luci del borgo di Orta, l'isola illuminata, i mercatini e la pista di pattinaggio di Omegna.
Scopri di più →Il ristorante di punta di Antonino Cannavacciuolo, tre stelle MICHELIN, nella villa moresca all'ingresso di Orta: due menu degustazione e la carta.
Una stella MICHELIN nel centro storico: la cucina creativa di Andrea Monesi, tra pesce e carni piemontesi, in un locale piccolo con tre terrazzine. Conviene prenotare con largo anticipo.
Sotto un porticato di piazza Motta, di fronte al Palazzotto: taglieri di salumi e formaggi piemontesi con vini al calice, e prodotti da portare a casa. Chiuso il mercoledì e in gennaio e febbraio.
Quattordici suite nella villa moresca di Orta, con area benessere e il ristorante tre stelle di Antonino Cannavacciuolo.
Sull'acqua di fronte all'isola, tra le mura di un antico monastero e la barocca Villa Gippini, con roof garden e una spiaggia privata a Pella raggiungibile in barca.
Sulla piazza principale di Orta, affacciato sul lago e sull'isola, con un ristorante in terrazza e una carta dei vini di oltre 600 etichette.
Sul promontorio sopra il borgo, con vista sul lago e sull'isola, parcheggio gratuito e piscina in giardino da giugno a settembre. Gestito dalla stessa famiglia da oltre quarant'anni.
Ventotto camere a 400 metri dalla stazione di Orta-Miasino, a breve distanza a piedi dal lago, dal borgo e dal Sacro Monte. Garage a pagamento, animali ammessi.
Camere nel cuore del borgo, sopra il ristorante stellato di Andrea Monesi, alcune con vista sul lago.
Le camere di un'azienda agricola sulle colline sopra Orta, con uno spaccio dei prodotti e una piccola spa.
Il primo campeggio del lago, aperto nel 1959: piazzole terrazzate o in riva all'acqua, bungalow e un bar-ristorante. Stagionale.
Appartamenti nel borgo e case sulle colline intorno, a pochi minuti dalle barche per l'isola.
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