LAKE ORTALago d’Orta · Piemonte

Sacro Monte di Orta

Venti cappelle nel bosco sopra Orta raccontano la vita di San Francesco d'Assisi, con una vista dall'alto sull'isola.

Sul promontorio boscoso alle spalle del borgo, un percorso a spirale collega venti cappelle con statue in terracotta e affreschi dedicati alla vita di San Francesco d'Assisi. È l'unico Sacro Monte dedicato a un santo: gli altri sono dedicati a Cristo o alla Vergine. Dal 2003 fa parte del patrimonio mondiale UNESCO insieme agli altri Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia.

Il progetto partì nel 1590 per volontà dell'abate Amico Canobio, su disegno del cappuccino Cleto da Castelletto Ticino, e il cantiere andò avanti fino al Settecento: per questo le cappelle mostrano stili diversi, dal tardo Rinascimento al Barocco e oltre. Vi lavorarono artisti come il Morazzone, che affrescò la cappella 11 nel 1616, i Fiammenghini e lo scultore Cristoforo Prestinari; la cappella 13 conta da sola 61 statue.

Il percorso termina alla chiesa dei Santi Nicolao e Francesco, rimodellata nel Seicento a imitazione della basilica inferiore di Assisi, che custodisce una Madonna della Pietà in legno. Dal piazzale si guarda l'isola di San Giulio dall'alto. Il colle è anche una riserva naturale, istituita dalla Regione Piemonte nel 1980 e oggi gestita dall'Ente dei Sacri Monti.

Cosa vedere

  • Le venti cappelle lungo il percorso nel bosco
  • La cappella 11, affrescata dal Morazzone
  • La cappella 13 e le sue 61 statue
  • La chiesa dei Santi Nicolao e Francesco
  • Il panorama sull'isola dal piazzale

Buono a sapersi

L'ingresso è libero. Da fine ottobre a fine marzo le cappelle chiudono alle 16 nei giorni feriali e alle 16:30 nel fine settimana; nel resto dell'anno alle 18 e alle 18:30. Il Sacro Monte resta chiuso il 25 e il 26 dicembre, il 1° e il 6 gennaio e il 31 gennaio.

Come arrivare

A piedi da piazza Motta in circa 20 minuti di salita, tra strada, acciottolato e gradini; dalla stazione Orta-Miasino circa 20 minuti. In auto si arriva ai parcheggi a pagamento della riserva.

Come si visita il Sacro Monte di Orta: accesso, parcheggi e servizi

Il Sacro Monte occupa la sommità del promontorio alle spalle di Orta, tra i 330 e i 401 metri di quota, in una riserva di 13 ettari. L'accesso è libero e l'ingresso gratuito, e le cappelle si susseguono lungo un itinerario a spirale che si chiude alla chiesa di San Nicolao.

Chi arriva in auto può lasciarla nei parcheggi di Orta e salire a piedi in una decina di minuti, oppure proseguire fino al parcheggio all'ingresso del parco. I pullman non riescono a salire e devono fermarsi all'inizio della salita.

Accanto alla prima cappella c'è un centro visite con materiale sui Sacri Monti piemontesi, e il personale della riserva organizza visite guidate su prenotazione. Per un pranzo al sacco ci sono due aree picnic, una al parcheggio e una vicino alla cappella 6. Nel cortile degli uffici della riserva si trova l'orto dei semplici, con le erbe medicinali e officinali della tradizione francescana.

La cappella VIII, quella del carro di fuoco, tra gli alberi del Sacro Monte di Orta
La cappella VIII, quella del carro di fuoco, tra gli alberi del Sacro Monte di Orta · René Hourdry · CC BY-SA 4.0

Le cappelle del Sacro Monte di Orta: quali non perdere

Il racconto comincia con la cappella 1, la nascita di San Francesco, iniziata nel 1592 e oggi con una facciata ottocentesca: le statue sono di Cristoforo Prestinari, gli affreschi di Giacomo Filippo Monti. Nella cappella 3, dove il santo rinuncia ai beni terreni, il vescovo di Assisi ha i tratti di Carlo Bascapè, il vescovo di Novara a cui la cappella fu dedicata.

Tra le scene più teatrali c'è la cappella 8, in cui Francesco appare ai frati su un carro di fuoco: alle statue dei d'Enrico si aggiunge il carro di legno intagliato da Bartolomeo Tiberino. La cappella 14, con l'incontro tra Francesco e il sultano d'Egitto, fu l'ultima a essere costruita, con sculture di Carlo Beretta e affreschi di Federico Ferrari.

Le cappelle 18, 19 e 20 formano il complesso detto delle cappelle «Canobiane». Nella 20, la canonizzazione del santo, le statue sono di Dionigi Bussola e gli affreschi di Antonio Busca. Lungo il percorso si incontra anche la Cappella Nuova, progettata da Santini di Lagna per un gruppo di statue mai realizzato e oggi usata come sala per mostre.

La canonizzazione di San Francesco nella cappella XX, con le statue in terracotta di Dionigi Bussola
La canonizzazione di San Francesco nella cappella XX, con le statue in terracotta di Dionigi Bussola · Zairon · CC BY-SA 4.0

Chi ha costruito il Sacro Monte di Orta? Il progetto e gli artisti

Nel 1583 la comunità di Orta decise di costruire cappelle e un convento per i frati cappuccini nella «Selva di San Nicolao», dove sorgeva già una chiesa. Il disegno di padre Cleto da Castelletto Ticino, presente a Orta tra il 1590 e il 1616, prevedeva più di trenta cappelle, ma ne furono realizzate venti: la prima a sorgere, nel 1591, fu proprio l'ultima del percorso, la canonizzazione.

Nella prima fase lavorarono artisti di fiducia del vescovo Bascapè, già attivi al Sacro Monte di Varallo o nel ducato di Milano: gli scultori Cristoforo Prestinari e Giovanni d'Enrico, i pittori Giovanni Battista e Giovanni Mauro della Rovere, detti i Fiammenghini, il Morazzone e Antonio Maria Crespi, detto il Bustino. Con il gusto barocco arrivò Dionigi Bussola, protostatuario del Duomo di Milano, insieme ai pittori Carlo Francesco e Giuseppe Nuvolone.

All'ingresso, l'arco monumentale esisteva già nel 1648: la statua di San Francesco sulla sommità è di Bussola, del 1661, e l'iscrizione sul fregio avverte che qui, in cappelle ordinate, si vede la vita di Francesco, e che il suo autore è l'amore.

Nietzsche e Lou Salomé al Sacro Monte di Orta: l'«idillio» del 1882

Ai primi di maggio del 1882 salirono al Sacro Monte Friedrich Nietzsche, la giovane russa Lou Salomé, sua madre Louise e l'amico comune Paul Rée, di ritorno da un viaggio in Italia. Tra il filosofo e la ragazza nacque un momento di tenerezza che alcuni biografi hanno chiamato «l'idillio di Orta».

Fu la stessa Lou a raccontare che il Sacro Monte li aveva incantati al punto da far perdere loro il senso del tempo, e che la madre si offese per quella lunga assenza. Più tardi non ricordava se avesse davvero baciato Nietzsche, e di certo non ne era innamorata: per lui l'illusione si trasformò in amarezza, come mostra una lettera a Rée sulle settimane di malessere seguite a Orta.

Nessuna targa ricorda l'episodio sul monte, ma la scrittrice Laura Pariani ne ha tratto il romanzo «La foto di Orta».

La chiesa di San Nicolao e il bosco della riserva del Sacro Monte

La chiesa dei Santi Nicolao e Francesco, dove termina il percorso, è un edificio di origini romaniche rimodellato nel Seicento. Conserva dipinti legati agli artisti delle cappelle, tra cui quattro tele settecentesche di Cantalupi, e una Pietà in legno di autore ignoto, venerata come Madre del Redentore. Accanto sorgono due conventi: quello «Grande», nato per i cappuccini e oggi privato, e quello «Piccolo», dove una piccola comunità di frati minori cura il santuario.

La riserva ha due volti: sulle pendici crescono boschi di latifoglie, mentre l'area monumentale è curata da sempre come un giardino storico, pensato dal progettista insieme alle cappelle. Accanto a specie sempreverdi e piante di montagna come il mirtillo nero crescono pino silvestre, tasso e faggio, e un viale di carpini secolari si affaccia sul borgo e sul lago.

Il Sacro Monte è un'area protetta della Regione Piemonte dal 1980 e dal 2012 fa parte dell'Ente di gestione dei Sacri Monti; nei dintorni meritano una visita anche il Monte Mesma e la Torre di Buccione.

La chiesa dei Santi Nicolao e Francesco, dove si conclude il percorso delle cappelle
La chiesa dei Santi Nicolao e Francesco, dove si conclude il percorso delle cappelle · Helmlechner · CC0

Il Sacro Monte di Orta patrimonio UNESCO: cosa unisce i nove Sacri Monti

Nel 2003 l'UNESCO ha iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale i Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia: sette piemontesi (Belmonte, Crea, Domodossola, Ghiffa, Oropa, Orta e Varallo) e due lombardi (Ossuccio e Varese). Sono complessi di cappelle nati come alternativa al pellegrinaggio in Terra Santa e diffusi soprattutto dopo il Concilio di Trento; il primo fu Varallo, nel 1480, che fece da modello agli altri.

I criteri del riconoscimento sono due: l'unione di architettura e arte sacra nel paesaggio, che influenzò esperienze simili in Europa, e la riuscita integrazione di arte e natura in un momento critico per la Chiesa cattolica. Di Orta l'UNESCO sottolinea il giardino e un impianto rimasto sostanzialmente com'era nel Cinquecento.

Orta e Varallo sono legate anche da un cammino devozionale, la Peregrinatio, lungo le antiche vie tra Valsesia e Cusio, mentre il Devoto Cammino dei Sacri Monti collega a piedi tutti i nove complessi: il tracciato è in aggiornamento sul sito dell'Ente.

Vedi le fonti (5)

Testi originali della redazione di Lake Orta, scritti consultando queste fonti.

  1. Sacro Monte di Orta (pieghevole informativo) · Ente di gestione dei Sacri Monti
  2. Sacro Monte di Orta · Wikipedia (it)
  3. Cappelle del Sacro Monte di Orta · Wikipedia (it)
  4. Sacri Monti of Piedmont and Lombardy · UNESCO World Heritage Centre
  5. Orta San Giulio · Wikipedia (en)