Sacro Monte di Orta
Venti cappelle nel bosco sopra Orta raccontano la vita di San Francesco d'Assisi, con una vista dall'alto sull'isola.
Foto: Gi50 · CC BY-SA 3.0 · da Wikimedia CommonsSul promontorio boscoso alle spalle del borgo, un percorso a spirale collega venti cappelle con statue in terracotta e affreschi dedicati alla vita di San Francesco d'Assisi. È l'unico Sacro Monte dedicato a un santo: gli altri sono dedicati a Cristo o alla Vergine. Dal 2003 fa parte del patrimonio mondiale UNESCO insieme agli altri Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia.
Il progetto partì nel 1590 per volontà dell'abate Amico Canobio, su disegno del cappuccino Cleto da Castelletto Ticino, e il cantiere andò avanti fino al Settecento: per questo le cappelle mostrano stili diversi, dal tardo Rinascimento al Barocco e oltre. Vi lavorarono artisti come il Morazzone, che affrescò la cappella 11 nel 1616, i Fiammenghini e lo scultore Cristoforo Prestinari; la cappella 13 conta da sola 61 statue.
Il percorso termina alla chiesa dei Santi Nicolao e Francesco, rimodellata nel Seicento a imitazione della basilica inferiore di Assisi, che custodisce una Madonna della Pietà in legno. Dal piazzale si guarda l'isola di San Giulio dall'alto. Il colle è anche una riserva naturale, istituita dalla Regione Piemonte nel 1980 e oggi gestita dall'Ente dei Sacri Monti.


Cosa vedere
- Le venti cappelle lungo il percorso nel bosco
- La cappella 11, affrescata dal Morazzone
- La cappella 13 e le sue 61 statue
- La chiesa dei Santi Nicolao e Francesco
- Il panorama sull'isola dal piazzale
Buono a sapersi
L'ingresso è libero. Da fine ottobre a fine marzo le cappelle chiudono alle 16 nei giorni feriali e alle 16:30 nel fine settimana; nel resto dell'anno alle 18 e alle 18:30. Il Sacro Monte resta chiuso il 25 e il 26 dicembre, il 1° e il 6 gennaio e il 31 gennaio.
Come arrivare
A piedi da piazza Motta in circa 20 minuti di salita, tra strada, acciottolato e gradini; dalla stazione Orta-Miasino circa 20 minuti. In auto si arriva ai parcheggi a pagamento della riserva.
Come si visita il Sacro Monte di Orta: accesso, parcheggi e servizi
Il Sacro Monte occupa la sommità del promontorio alle spalle di Orta, tra i 330 e i 401 metri di quota, in una riserva di 13 ettari. L'accesso è libero e l'ingresso gratuito, e le cappelle si susseguono lungo un itinerario a spirale che si chiude alla chiesa di San Nicolao.
Chi arriva in auto può lasciarla nei parcheggi di Orta e salire a piedi in una decina di minuti, oppure proseguire fino al parcheggio all'ingresso del parco. I pullman non riescono a salire e devono fermarsi all'inizio della salita.
Accanto alla prima cappella c'è un centro visite con materiale sui Sacri Monti piemontesi, e il personale della riserva organizza visite guidate su prenotazione. Per un pranzo al sacco ci sono due aree picnic, una al parcheggio e una vicino alla cappella 6. Nel cortile degli uffici della riserva si trova l'orto dei semplici, con le erbe medicinali e officinali della tradizione francescana.

Le cappelle del Sacro Monte di Orta: quali non perdere
Il racconto comincia con la cappella 1, la nascita di San Francesco, iniziata nel 1592 e oggi con una facciata ottocentesca: le statue sono di Cristoforo Prestinari, gli affreschi di Giacomo Filippo Monti. Nella cappella 3, dove il santo rinuncia ai beni terreni, il vescovo di Assisi ha i tratti di Carlo Bascapè, il vescovo di Novara a cui la cappella fu dedicata.
Tra le scene più teatrali c'è la cappella 8, in cui Francesco appare ai frati su un carro di fuoco: alle statue dei d'Enrico si aggiunge il carro di legno intagliato da Bartolomeo Tiberino. La cappella 14, con l'incontro tra Francesco e il sultano d'Egitto, fu l'ultima a essere costruita, con sculture di Carlo Beretta e affreschi di Federico Ferrari.
Le cappelle 18, 19 e 20 formano il complesso detto delle cappelle «Canobiane». Nella 20, la canonizzazione del santo, le statue sono di Dionigi Bussola e gli affreschi di Antonio Busca. Lungo il percorso si incontra anche la Cappella Nuova, progettata da Santini di Lagna per un gruppo di statue mai realizzato e oggi usata come sala per mostre.

Chi ha costruito il Sacro Monte di Orta? Il progetto e gli artisti
Nel 1583 la comunità di Orta decise di costruire cappelle e un convento per i frati cappuccini nella «Selva di San Nicolao», dove sorgeva già una chiesa. Il disegno di padre Cleto da Castelletto Ticino, presente a Orta tra il 1590 e il 1616, prevedeva più di trenta cappelle, ma ne furono realizzate venti: la prima a sorgere, nel 1591, fu proprio l'ultima del percorso, la canonizzazione.
Nella prima fase lavorarono artisti di fiducia del vescovo Bascapè, già attivi al Sacro Monte di Varallo o nel ducato di Milano: gli scultori Cristoforo Prestinari e Giovanni d'Enrico, i pittori Giovanni Battista e Giovanni Mauro della Rovere, detti i Fiammenghini, il Morazzone e Antonio Maria Crespi, detto il Bustino. Con il gusto barocco arrivò Dionigi Bussola, protostatuario del Duomo di Milano, insieme ai pittori Carlo Francesco e Giuseppe Nuvolone.
All'ingresso, l'arco monumentale esisteva già nel 1648: la statua di San Francesco sulla sommità è di Bussola, del 1661, e l'iscrizione sul fregio avverte che qui, in cappelle ordinate, si vede la vita di Francesco, e che il suo autore è l'amore.
Nietzsche e Lou Salomé al Sacro Monte di Orta: l'«idillio» del 1882
Ai primi di maggio del 1882 salirono al Sacro Monte Friedrich Nietzsche, la giovane russa Lou Salomé, sua madre Louise e l'amico comune Paul Rée, di ritorno da un viaggio in Italia. Tra il filosofo e la ragazza nacque un momento di tenerezza che alcuni biografi hanno chiamato «l'idillio di Orta».
Fu la stessa Lou a raccontare che il Sacro Monte li aveva incantati al punto da far perdere loro il senso del tempo, e che la madre si offese per quella lunga assenza. Più tardi non ricordava se avesse davvero baciato Nietzsche, e di certo non ne era innamorata: per lui l'illusione si trasformò in amarezza, come mostra una lettera a Rée sulle settimane di malessere seguite a Orta.
Nessuna targa ricorda l'episodio sul monte, ma la scrittrice Laura Pariani ne ha tratto il romanzo «La foto di Orta».
La chiesa di San Nicolao e il bosco della riserva del Sacro Monte
La chiesa dei Santi Nicolao e Francesco, dove termina il percorso, è un edificio di origini romaniche rimodellato nel Seicento. Conserva dipinti legati agli artisti delle cappelle, tra cui quattro tele settecentesche di Cantalupi, e una Pietà in legno di autore ignoto, venerata come Madre del Redentore. Accanto sorgono due conventi: quello «Grande», nato per i cappuccini e oggi privato, e quello «Piccolo», dove una piccola comunità di frati minori cura il santuario.
La riserva ha due volti: sulle pendici crescono boschi di latifoglie, mentre l'area monumentale è curata da sempre come un giardino storico, pensato dal progettista insieme alle cappelle. Accanto a specie sempreverdi e piante di montagna come il mirtillo nero crescono pino silvestre, tasso e faggio, e un viale di carpini secolari si affaccia sul borgo e sul lago.
Il Sacro Monte è un'area protetta della Regione Piemonte dal 1980 e dal 2012 fa parte dell'Ente di gestione dei Sacri Monti; nei dintorni meritano una visita anche il Monte Mesma e la Torre di Buccione.

Il Sacro Monte di Orta patrimonio UNESCO: cosa unisce i nove Sacri Monti
Nel 2003 l'UNESCO ha iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale i Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia: sette piemontesi (Belmonte, Crea, Domodossola, Ghiffa, Oropa, Orta e Varallo) e due lombardi (Ossuccio e Varese). Sono complessi di cappelle nati come alternativa al pellegrinaggio in Terra Santa e diffusi soprattutto dopo il Concilio di Trento; il primo fu Varallo, nel 1480, che fece da modello agli altri.
I criteri del riconoscimento sono due: l'unione di architettura e arte sacra nel paesaggio, che influenzò esperienze simili in Europa, e la riuscita integrazione di arte e natura in un momento critico per la Chiesa cattolica. Di Orta l'UNESCO sottolinea il giardino e un impianto rimasto sostanzialmente com'era nel Cinquecento.
Orta e Varallo sono legate anche da un cammino devozionale, la Peregrinatio, lungo le antiche vie tra Valsesia e Cusio, mentre il Devoto Cammino dei Sacri Monti collega a piedi tutti i nove complessi: il tracciato è in aggiornamento sul sito dell'Ente.
Vedi le fonti (5)
Testi originali della redazione di Lake Orta, scritti consultando queste fonti.
- Sacro Monte di Orta (pieghevole informativo) · Ente di gestione dei Sacri Monti
- Sacro Monte di Orta · Wikipedia (it)
- Cappelle del Sacro Monte di Orta · Wikipedia (it)
- Sacri Monti of Piedmont and Lombardy · UNESCO World Heritage Centre
- Orta San Giulio · Wikipedia (en)
Altri luoghi
Tutti i luoghi
Orta San Giulio
Il borgo più noto del lago: una piazza porticata sull'acqua, vicoli di ciottoli e l'isola di San Giulio a pochi minuti di barca.
Scopri di più →
Isola San Giulio
Una piccola isola davanti a Orta, con la basilica romanica di San Giulio, un monastero benedettino e una sola strada che invita al silenzio.
Scopri di più →
Omegna
La città più grande del lago, all'estremità nord: un centro antico sulla Nigoglia, il fiume che «va in su», e la storia delle caffettiere e delle pentole italiane.
Scopri di più →