LAKE ORTALago d’Orta · Piemonte

Pella & Alzo

Il paese della sponda occidentale che guarda dritto l'isola, con una torre medievale sul lungolago e i borghi di granito sulle colline.

Il porticciolo di Pella con la torre medievaleFoto: Mastrocom · CC BY-SA 4.0 · da Wikimedia Commons

Pella sorge su una piccola penisola della sponda occidentale, proprio di fronte all'isola di San Giulio e a Orta, sotto le rocce di granito su cui si vede il santuario della Madonna del Sasso. Il lungolago alberato, con panchine e locali vicino all'imbarcadero, offre una delle viste più complete sull'isola. Sull'acqua resta una torre medievale, unica traccia delle antiche fortificazioni.

In paese si trovano la parrocchiale di Sant'Albino, del Cinquecento, e un ponte a schiena d'asino del 1578, interamente selciato, sul torrente Pellino. Lungo lo stesso torrente lavorava una cartiera che fino al 1907 produceva la carta per l'editore Sonzogno e per il quotidiano «Il Secolo».

Sulla collina di Alzo, la chiesa di San Filiberto è la più antica della sponda ovest, con un campanile romanico costruito tra il 1075 e il 1110. Da Alzo si estraeva un granito bianco molto pregiato: le cave furono sfruttate dalla metà dell'Ottocento fino al 1945 e dal 1886 al 1924 una ferrovia portava i blocchi fino a Gozzano. Poco a nord, Ronco è un piccolo borgo affacciato sull'acqua.

Cosa vedere

  • Il lungolago con la vista sull'isola
  • La torre medievale
  • Il ponte a schiena d'asino del 1578
  • La chiesa di San Filiberto ad Alzo
  • Il borgo di Ronco

Buono a sapersi

Pella è un buon punto di partenza per chi vuole evitare il traffico di Orta: da marzo a ottobre si lascia l'auto sul lungolago e si attraversa in battello verso l'isola e Orta.

Come arrivare

In auto lungo la strada provinciale della sponda occidentale; da marzo a ottobre in battello da Orta, in circa 15 minuti.

Storia di Pella: dalle coppelle preistoriche ai Castelli Cusiani

Lungo un antico percorso che da San Maurizio d'Opaglio saliva ad Alzo si trova un masso coppellato, con tre vasche, numerose coppelle e canalette scavate nella pietra. Il confronto con reperti simili lo data alla seconda età del ferro, tra il IV e il I secolo a.C.: forse era un altare per offerte, legato a culti della fertilità. Lungo il Pellino è stata trovata anche una necropoli con urne cinerarie e monete romane del III e IV secolo.

Il nome compare già nei documenti del 1039 e, secondo gli studiosi, deriva da una base prelatina che significa «roccia». Pella seguì le sorti della Riviera di San Giulio fino al 1767, quando passò ai Savoia, e per la sua posizione ebbe sempre un ruolo difensivo: nel 1529, con Orta e gli altri paesi del Cusio, respinse l'invasione di Cesare Maggi, capitano di Carlo V.

Nel 1928 Pella fu unita a San Maurizio d'Opaglio, a Pogno e alla parte di Isola San Giulio sulla sponda occidentale nel comune di Castelli Cusiani, con capoluogo a San Maurizio. L'autonomia tornò con una legge del 1946, in vigore dal 15 gennaio 1947.

Cosa vedere a Pella: il lungolago, la torre e Sant'Albino

L'imbarcadero è piccolo ma accogliente, con alberi ombrosi, panchine e un'area giochi. Presso l'imbarcadero una targa del 2005 riporta alcuni versi latini di Enea Silvio Piccolomini, poi papa Pio II: nell'Egloga del 1434 descrive Orta ricca di pesci, frutti e olivi e, di fronte, Pella che prende il miele dai favi e l'uva dolce dalle viti. Poco più in là, in piazza Motta, la torre è l'ultima traccia delle fortificazioni medievali.

Dalla torre si prende via Roma, si attraversa via Zanotti e si arriva alla parrocchiale di Sant'Albino: sopra il portale è incisa la data 1591, probabile anno della consacrazione, mentre il campanile dalla forma singolare fu costruito nel 1936. Una breve deviazione verso il cimitero porta al ponte in pietra a schiena d'asino sul Pellino.

Alzando lo sguardo si vede il santuario settecentesco della Madonna del Sasso, a 638 metri. Le feste del paese sono Sant'Albino, il 1° marzo, e la Madonna del Carmine, il 16 luglio.

Il lungolago di Pella la sera, con la torre medievale illuminata
Il lungolago di Pella la sera, con la torre medievale illuminata · Maria luisa briolotti · CC BY-SA 4.0

Alzo di Pella: la chiesa di San Filiberto, Villa Durio e gli scalpellini

San Filiberto fu donata ai canonici dell'isola nel 1039 ed è tra le chiese più antiche della pieve di San Giulio. Dell'edificio romanico resta intatto il campanile a pianta quadrata, con strette feritoie, bifore negli ultimi due piani e il tetto in beole nere; la chiesa, rifatta alla fine del Cinquecento, ha una facciata a capanna ed è circondata dalle cappelle settecentesche della Via Crucis.

Nel centro di Alzo sorge Villa Durio, un edificio classicheggiante a due piani del Cinquecento, più volte rimaneggiato, con un cortile interno dai portici affrescati. Poco distante, la parrocchiale di San Giovanni Battista risale al 1589.

Per generazioni Alzo ha vissuto della lavorazione del granito, e il paese lo ricorda con un curioso monumento ai «picasass», gli scalpellini. Dalla frazione si apre anche un ampio panorama sul lago.

Le cappelle della Via Crucis intorno alla chiesa di San Filiberto, con il lago sullo sfondo
Le cappelle della Via Crucis intorno alla chiesa di San Filiberto, con il lago sullo sfondo · Civvì · CC BY-SA 4.0

La ferrovia del granito: storia della Gozzano-Alzo

Per trasportare i blocchi estratti dalla società delle cave di Alzo, fondata nel 1858, fu costruita una ferrovia di 7,6 km fino a Gozzano, dove ci si collegava con la linea per Novara. La linea fu inaugurata il 17 giugno 1886 e nei primi anni i convogli erano trainati da animali: il viaggio durava 32 minuti, a una media di 15 km all'ora.

Il servizio non fu mai facile. Gli scalpellini, che abitavano vicino alle cave, preferivano andare a piedi; sulla salita dei Pianelli, a San Maurizio, capitava di staccare i vagoni carichi di granito e lasciarli sui binari per riprenderli più tardi, e quando mancava il carbone si chiedeva ai passeggeri di raccogliere le canne di granoturco nei campi per far ripartire il treno.

Quando nel 1922 la società decise di sopprimere la linea, gli abitanti protestarono camminando lungo i binari da Alzo a Gozzano e sedendosi sulle rotaie della Novara-Domodossola, bloccata per ore. La ferrovia chiuse comunque nel 1924; la stazione di San Maurizio d'Opaglio conserva ancora l'intonaco a strisce bianche e rosse tipico della linea.

Sentieri da Pella: l'Anello Azzurro verso Orta e la Madonna del Sasso

Da Pella parte il tratto dell'Anello Azzurro che gira intorno alla sponda sud del lago fino a Orta San Giulio: 16 km con circa 300 metri di dislivello complessivo e sei ore di cammino, segnati con il cerchio blu e i segnavia bianco-rossi. Il ritorno si fa in battello, da marzo a ottobre; d'inverno le giornate sono troppo corte per un giro così lungo.

Il primo tratto è il più facile: dalla parrocchiale si seguono le indicazioni per San Filiberto lungo via Vignaccia, tra sterrati e sentieri con vista sull'isola, si supera un pilone votivo con panchine e un ponticello di legno sulle cascatelle del rio Plesina e si arriva alla chiesa romanica. Da lì il percorso prosegue verso Lagna, il lido di Buccione, Bolzano Novarese, Corconio e Legro.

Sopra il paese, il santuario della Madonna del Sasso è il punto di partenza di un percorso panoramico noto come «balcone del Cusio». Il sentiero che dal santuario prosegue verso le cave è però chiuso per una frana (ottobre 2026): informatevi prima di partire.

San Filiberto e il campanile romanico, sotto le rocce di granito su cui sorge il santuario della Madonna del Sasso
San Filiberto e il campanile romanico, sotto le rocce di granito su cui sorge il santuario della Madonna del Sasso · Mattsjc · CC BY 4.0

Ronco e le frazioni di Pella: oratori, cartiera e antichi mestieri

Il comune comprende Alzo, Monte San Giulio, Ronco e Ventraggia. A Ronco Sotto sorge la chiesa di San Defendente, mentre a Ronco Sopra, nel bosco, l'oratorio di San Giulio ha restituito affreschi del Quattrocento; a Monte San Giulio si trova il piccolo oratorio di San Giuseppe Lavoratore, e in tutto il territorio sono sparse cappellette, per lo più dedicate alla Madonna.

Un tempo Pella era nota per le tele di canapa, usate per abiti e lenzuola, e lungo il Pellino lavorava la cartiera dell'editore Sonzogno, oggi trasformata in abitazioni. Nel Novecento, come nella vicina San Maurizio d'Opaglio, si è sviluppata soprattutto la lavorazione della rubinetteria.

Vedi le fonti (6)

Testi originali della redazione di Lake Orta, scritti consultando queste fonti.

  1. Pella (Italia) · Wikipedia (it)
  2. Pella · Provincia di Novara
  3. Il masso coppellato di Pella · Ecomuseo del Lago d'Orta e Mottarone
  4. Enea Silvio Piccolomini (Pio II) a Pella · Ecomuseo del Lago d'Orta e Mottarone
  5. Ferrovia Gozzano-Alzo · Wikipedia (it)
  6. Path Slow Trek - Pella/Orta San Giulio · Distretto Turistico dei Laghi

Dove mangiare nei dintorni

Casa Fantini – Lake Time

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Pella · Cucina contemporanea Guida Michelin 2026

Il ristorante del boutique hotel sulla riva di Pella, segnalato dalla Guida MICHELIN: prodotti di terra, di lago e di mare, con un menu più leggero a pranzo.

Antica Cartiera

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Pella · Trattoria moderna

Nella vecchia cartiera di Pella, la chef Sabina Magistro propone un menu degustazione a sorpresa con ingredienti di stagione e pane a lievito madre. Aperto a cena da giovedì a domenica, a pranzo nel fine settimana.

Gelateria Antica Torre

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Pella · Gelateria artigianale

Dal 1998 sul lungolago di Pella, davanti all'isola: gusti ispirati ai dolci piemontesi e il gusto «San Giulio» all'amaretto. Chiude in inverno e riapre a febbraio.

Dove dormire nei dintorni

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Undici camere in un edificio storico sulla riva di Pella, di fronte a Orta e all'isola, con giardino e piscina.

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